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Roberto Piola
Lourdes
  • Mercoledì 9 settembre

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    A Lourdes a piedi (almeno gli ultimi 100 km)

    Mercoledì 9 settembre



    Sveglia di buon'ora perché l'unico pullman diretto che ci porta a Loures-Barousse parte alle 7.39. Il biglietto si fa in stazione SNCF e poi ci rechiamo alla gare routiere (che è lì accanto).

    Durante il tragitto notiamo due cose: la prima è che il pullman si ferma a Saint Gaudens, punto di partenza che avevo escluso perché dall'Italia non ero riuscito a trovare i mezzi per raggiungerlo, e la seconda che un uomo è salito ad una fermata per scendere 10 km dopo e piazzarsi al bar. Non sappiamo ancora quanto dista un bar dall'altro in questa regione!

    Scendiamo alla stazione di Loures-Barbazan (Barbazan è il paese vicino, e la stazione è tra i due, e ci dedichiamo a procacciarci le provviste. A Loures-Barousse ci sono addirittura due panetterie ed un minimarket, un lusso di cui approfittare. C'è anche in ufficio del turismo dove ci consigliano di seguire la nuova pista ciclabile verso Saint-Bertrand de Comminges, non riportata sulla mia cartina (datata gennaio 2008), ma molto ben segnalata, che si snoda si tranquille stradine attraverso i campi. Già in questa prima parte di passeggiata noto che l'agricoltura è molto meno intensiva della nostra, e noto la presenza di molti grandi rapaci (poiane, credo).

    Saint Bertrand è un paesino arroccato attorno ad una magnifica cattedrale (vale veramente la pena di visitarla). Per chi arrivasse da Saint Gaudens, c'è in albergo proprio di fronte alla cattedrale (Hotel du Comminges); per chi ha appena cominciato a camminare, i bar sono l'ultima possibilità di rifornimento per un bel pò. Nei paesini successivi, infatti, non esistono né negozi né bar.

    Si procede, parte su sentiero, largo, parte su stradina, seguendo le indicazioni del sentiero del Piemonte, simili a quelle del cammino di Compostela (una conchiglia stilizzata, gialla su sfondo blu), e quelle della GR78 (riga rossa e bianca). In effetti volendo continuare dopo Lourdes si potrebbe arrivare anche a Santiago di Compostela. In questo tratto, il sentiero è ben segnato fino a Tibiran-Jaunac, poi ci si perde un po’ nel Bois de la Tigne (la variante più in piano è ben segnalata fino alla Grotte de Gargas... poi da lì è segnalata male e mi fa far equalche Km in più del dovuto per arrivare a Lombrès). Dopo Lombrès si raggiunge Montegut e poi da lì si può scegliere se proseguire per il sentiero o se spostarsi su di una strada pianeggiante e tranquilla.

    A sera, arriviamo a Nestier, piccolo paese con un sacro monte (il "Calvario di monte Ares": una serie di 11 cappelle, che in origine ospitavano una via crucis, ma che ora sono vuote, allineate lungo la salita verso la sommità di una collina, dove la chiesa è stata ristrutturata), due alberghi, un "villaggio vacanze" (insieme di chalet da affittare, deserto), un bar (chiuso, in quello che una volta era il convento sotto al sacro monte), chiesa, municipio, una pettinatrice (!), qualche casa e basta (il negozio più vicino è a Saint Laurent de Neste, una deviazione di parecchi km). Abbiamo prenotato all'hotel Castera (http://www.hotel-castera.com), più che altro perché era l'unico trovato su internet. È solo un due stelle e le camere, anche se non sono nulla di particolare, sono comunque molto più curate di quelle di Tolosa. Mi unisco al coro di commenti trovati in rete sul fatto che il ristorante sia fantastico: ci hanno servito il miglior foie gras che abbia mai assaggiato, l'ottimo maiale nero di bigorre (razza locale, allevata all'aria aperta e quindi magra e muscolosa) cotto con i funghi ed i suoi piedini, ed una carta dei vini insospettabile per un posto all'apparenza così modesto. Per chi volesse cercare l'altro albergo, che è un tre stelle, si chiama Lou Castet.

    Continua...

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